Tra le richieste non ci sono abiti da penitente né cenere sul capo. Almeno formalmente. Simbolicamente, invece, è tutto un altro discorso. Un’espiazione ufficiale come quella dell’imperatore Enrico IV da papa Gregorio o giù di lì. È la proposta – evidentemente molto provocatoria – contenuta in una mozione depositata nei giorni scorsi dall’opposizione lesmese.
Destinatari il sindaco Sara Dossola e la maggioranza in consiglio di centrosinistra, mittenti i rappresentanti della minoranza Luca Zita, Federica Bonfanti, Laura Confalonieri e Carlo Colombo.
Lesmo, la mozione dopo il Brianza Pride: la presa di posizione della minoranza dopo il patrocinio e la partecipazione
L’oggetto della mozione è un evento che risale allo scorso settembre, ma i cui effetti si sono trascinati fino ad oggi. Con l’avvicinarsi, infatti della Pasqua, è scattato il contrappasso. Dalla Via Frocis alla Via Crucis, quella vera. L’evento era ovviamente il Pride che si è tenuto ad Arcore e che allora aveva raccolto il patrocinio anche del Comune di Lesmo. A creare problemi non tanto il fatto in sé, ma l’annuncio da parte degli organizzatori che l’appuntamento arcorese si sarebbe svolto come una sorta di rielaborazione in chiave arcobaleno del percorso più sacro per i cristiani, la Via Crucis appunto. Stazione per stazione per parlare di temi come l’inclusione, i diritti, ma anche argomenti più laici e terra terra come Pedemontana. Boa, l’associazione di Vimercate organizzatrice del Pride, aveva deciso di ribattezzare il percorso la “Via Frocis”.
«La manifestazione – si legge oggi nella mozione – ha prodotto un’assai sgradevole e niente affatto simpatica parodia della cerimonia religiosa cristiana. Sui social il sindaco di Lesmo si è addirittura vantata per aver concesso, senza alcun benestare degli altri gruppi consigliari che ovviamente si sono dissociati, il patrocinio a una supposta manifestazione socio – culturale. Lesmo Amica e il sindaco si sono quindi resi complici di questa discutibile rappresentazione che di socio – culturale aveva ben poco».
«Un’amministrazione – proseguono i consiglieri – deve in primis osservare i principi cardine di equità e rispetto nonché la tutela dell’intero collettivo» e «la libertà di espressione delle proprie idee, sentimenti o orientamenti sessuali, che comunque va salvaguardata, non deve in ogni caso mai superare il limite della decenza né tantomeno dell’offesa alle convinzioni, anche di credo religioso, altrui».
Lesmo, la mozione dopo il Brianza Pride: espiazione ufficiale alla prossima Via Crucis
Da qui la richiesta ufficiale di una vera e propria espiazione: un gesto «profondamente simbolico e di alto valore civico, a sostegno del sentimento religioso cristiano e cattolico ancora oggi fortemente radicato a Lesmo, nonché di tutte le frazioni di Peregallo, Gerno e California».
E per essere sicuri, i consiglieri hanno avanzato anche un suggerimento: «Oltre a portare le dovute scuse» hanno concluso, l’amministrazione dovrebbe partecipare «nella sua interessa, unitamente ai consiglieri comunali tutti, alla Via Crucis calendarizzata per il venerdì precedente la Pasqua, accanto a don Mauro e don Stefano, pastori della nostra comunità, con il richiamo ai valori del rispetto della fede religiosa , della sensibilità altrui e della nostra comunità».